In Lombardia c'è una rivoluzione da compiere ma la Giunta sta a guardare

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Cittadini cauti negli spostamenti. Solo iniziative in ordine sparso per facilitare il rispetto delle norme di sicurezza. Per Luca Stanzione (Filt): "È il momento di scaglionare

gli orari dei luoghi di lavoro e di implementare sistemi di trasporto integrativi alternativi come piste ciclabili, motorini e monopattini elettrici. Ma manca la regia della Regione".

“Si è vissuto qualche momento di tensione ma, tutto sommato, in Lombardia, sotto il profilo dei trasporti, la prima giornata di ripresa si è svolta in maniera relativamente tranquilla. La gestione delle ore di punta non ha creato grossi problemi, tranne che nel corso di singoli collegamenti, sulle reti metropolitane di Milano e Brescia, per i quali per breve tempo non è stato possibile rispettare il distanziamento sociale prescritto. Ma la situazione è stata gestita”. Potrebbe essere soddisfatto il segretario generale della Filt Cgil Lombardia, Luca Stanzione, per gli elevati standard di sicurezza che il sindacato ha contribuito a garantire per lavoratori e utenti. “È ancora presto per dirlo – spiega ai microfoni di Collettiva – bisognerà fare una valutazione collettiva sull'intera settimana. Peccato sia mancato un vero coordinamento da parte della Regione”.

“Le città hanno svolto un ruolo importante ma frammentato – spiega il leader della Filt lombarda – lasciato alla volontà di singole prefetture, amministrazioni e aziende. Non ci sono i termoscanner che ieri hanno esordito alla stazione Termini di Roma. Alcune società hanno istituito squadre di tutor, in altre aziende abbiamo riscontrato l'assenza di qualsiasi facilitazione. I trasporti sono la seconda voce del bilancio della Regione dopo la sanità ma non ci sono indicazioni chiare sul supporto economico da offrire alle società. C'è una sofferenza complessiva del settore. Non sappiamo ancora se verranno erogati gli interi corrispettivi dei contratti di servizio. Il lockdown ha messo a dura prova l’equilibrio economico di interi gruppi, a partire da TreNord che rischia di chiudere il bilancio con un passivo da 180 milioni di euro. In Lombardia, normalmente, su quei convogli viaggiano ogni giorno 1,8 milioni di passeggeri. Oggi sono meno della metà”.

Per il trasporto aereo con la Fase 2 non cambia nulla. Sarà il settore che ripartirà più lentamente. Siamo preoccupati per la tenuta delle compagnie e delle infrastrutture degli aeroporti, inattive per così tanto tempo. Gli scali di Milano, Bergamo, Varese e Brescia sono le porte a cui si accede alla Lombardia. Sul sistema è necessario ragionare con il governo per interventi specifici che facciano crescere la capacità dell’Italia di stare sul mercato. Dalla stazione Centrale di Milano ci si attendeva un esodo verso le città del Sud che non c’è stato. Si è registrata un'affluenza maggiore ai gate ma nulla a che vedere con quello a cui abbiamo assistito all'inizio del lockdown. Pesa invece enormemente l’assenza dei flussi turistici. I servizi di navigazione dei laghi funzionano con la ridotta. L’unico segno più lo troviamo nella casella del trasporto merci. Il settore non si è mai fermato e con le riaperture iniziate ieri ha aumentato ulteriormente la propria presenza in strada.

Nelle grandi città ci si attendeva il ritorno delle automobili, anche per una diffusa ritrosia a tornare sui mezzi pubblici, ma sul nodo di Milano – dove rimangono sospese le aree B e C – non si sono registrate code. Ma per Luca Stanzione è necessario guardare avanti: “Per la Fase 3 bisogna che i capoluoghi attuino una politica dello spostamento individuale compatibile con l'ambiente. Ma l'adozione di sistemi alternativi integrati al trasporto pubblico locale, come piste ciclabili, parcheggi di interscambio, monopattini e motorini elettrici, non può rimanere iniziativa di qualche sindaco illuminato. Ci deve essere un investimento coordinato che viri velocemente in quella direzione. I centri vanno dotati di infrastrutture che permettano lo scambio dai mezzi pubblici a quelli individuali alternativi all’auto. Questo è il momento di mettere in campo tutte le possibili misure per cambiare il nostro stile di vita, ma gli enti locali rischiano di saltare il giro per mancanza di risorse. Mentre la Regione resta a guardare”.

Verso la Fase 3. A Settembre – se tutto andrà bene – torneranno gli studenti. Sarà necessario ridefinire gli orari di tutto il sistema dell'istruzione. Milano ha 7 poli universitari che oggi sono chiusi. Bisogna pensare a come scaglionare gli ingressi nelle scuole e, nell’immediato, nei luoghi di lavoro. “Confindustria si è spesa per chiedere deroghe rispetto alla contrattazione nazionale, tralasciando di agire per modificare i tempi dell’operatività. Ma sarà questo il nodo cruciale per alleggerire la pressione sul trasporto pubblico”. I sindacati confederali hanno inviato richieste di incontro a tutte le agenzie di trasporto pubblico delle Province lombarde e stanno attendendo che si aprano dei tavoli di interlocuzione. “Puntiamo sulla drammatica forza dei fatti – conclude Luca Stanzione – . Quello che è successo in Lombardia in queste settimane è un macigno sul modello di sviluppo del territorio. Se saranno confermate le ricerche rispetto al fatto che il virus viaggi attraverso l'inquinamento è evidente che una delle armi per sconfiggerlo sia il miglioramento della sostenibilità ambientale delle città. La forza di questi fatti conta più di un'azione del sindacato”.

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