LOMBARDIA: CAMBIAMO PASSO PER RIPARTIRE. LE PROPOSTE DI CGIL CISL UIL

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Ci troviamo nelle condizioni di ragionare in uno scenario in cui l’epidemia è riesplosa in tutta la sua virulenza mentre rimangono inalterate le criticità strutturali su cui si era poggiata la riflessione l’anno passato.

Quali potrebbero essere le soluzioni?

Le proposte di CGIL CISL UIL Lombardia per il confronto con la Regione e le Amministrazioni Locali

I trasporti, parte della leva della ripresa

Trasporto pubblico locale_

Nel corso dei mesi passati si ragionava attorno ad una distinzione fra una cosiddetta FASE1 (legata alla gestione della ripartenza post lockdown) ed una FASE 2 in cui si sarebbe dovuto organizzare il “nuovo” sistema del trasporto pubblico locale in un momento in cui fosse cessato (o fortemente attenuato) il pericolo pandemico. Ora, purtroppo, ci troviamo nelle condizioni di ragionare in uno scenario in cui l’epidemia è riesplosa in tutta la sua virulenza mentre rimangono inalterate le criticità strutturali su cui si era poggiata la riflessione l’anno passato.

Quali potrebbero essere le soluzioni?

FASE 1 (Gestione del periodo emergenziale post ordinanza 623 del 21 ottobre ’20)

• SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO DEL SETTORE: La centralità dei “comitati” nella gestione e verifica dei “Protocolli Condivisi di regolamentazione delle misure per il contenimento del contagio da COVID-19” deve rimanere inalterata.

• SICUREZZA DEI VIAGGIATORI TRASPORTATI: I dati a disposizione convergono su una linea di tendenza precisa: il sistema ferro-gomma TPL trasporta un numero di passeggeri pari, secondo stime ottimistiche, al 40%-45% del periodo pre-covid. Gli assembramenti su mezzi accadono invariabilmente nelle fasce di cosiddetta punta (seppur anche in quegli orari si registri un calo nelle affluenze sui mezzi). L’incremento dei mezzi circolanti non è una soluzione sufficiente: occorre procedere con un intervento strutturale sui tempi della città nella logica delle cosiddette Smart city, ovvero realtà urbane dove vi sia una reale interconnessione tra i servizi resi ai cittadini e le loro necessità, nell’ottica dello “sviluppo sostenibile”. In questo contesto, la velocità commerciale dei mezzi è tema rilevante. E’ necessario costruire il giusto mix fra scaglionamento degli orari (ad esempio prevedere orari diversi per gli sportelli aperti al pubblico dei servizi pubblici), gestione dei servizi di pubblica utilità (ad esempio fasce orarie del “ritiro rifiuti”) ed utilizzo del lavoro agile: questo determinerebbe il risultato di aumentare la velocità commerciale dei mezzi pubblici di servizi, che sarebbe già di per sé un aumento significativo della qualità del servizio reso al cittadino.

FASE 2 Per poter gestire la ripartenza del TPL in uno scenario post pandemico occorre maturare la consapevolezza che la “nuova normalità” segnerà una profonda discontinuità rispetto ad un passato che, non scordiamolo, era già segnato da una diversificazione delle abitudini dei cittadini. Il nuovo TPL sarà, probabilmente, caratterizzato da una diminuzione permanente del numero di persone trasportate ed una necessità di “continuo adattamento” ad una domanda di trasporto che risponderà a necessità diverse. Considerate le diversità territoriali esistenti, le agenzie territoriali, a fronte di un indirizzo preciso ricevuto da regione Lombardia che vada nella direzione del rafforzamento del servizio, dovrebbero assumere il compito di coordinare i tavoli tra istituzioni locali, imprese, sistema di formazione e sindacati per trovare territorio per territorio le soluzioni più efficaci possibili. A valle di ciò occorrerà prevedere:

• TRANSIZIONE E RISORSE: vi sarà la necessità di un periodo transitorio per gestire questi cambiamenti. Senza risorse aggiuntive il settore imploderà.

• DATI: per poter gestire il TPL del futuro occorre avere l’esatta dimensione della domanda di trasporto dei cittadini lombardi. In questo senso vi sono già pronti nuovi strumenti (in quota parte già utilizzati) per verificare questa possibilità.

Settore trasporto aereo

In questo quadro di particolare complessità il settore del trasporto aereo attraversa una crisi la cui portata è enorme e le cui conseguenze potrebbero essere irreversibili nel momento in cui ciascun attore istituzionale non facesse la sua parte. Regione deve intervenire direttamente per lenire la crisi dei sedimi aereoportuali, che rischia di far perdere migliaia di posti di lavoro: senza questo intervento il settore imploderà. Si tratta di un settore già in difficoltà prima della pandemia (pensiamo ai casi Alitalia e Air Italy) nel quale è necessario un quadro di regole sia per la concorrenza, spesso attuata solo in funzione alla tariffa più bassa con evidenti effetti su sicurezza e fenomeni di dumping contrattuale, sia su ruolo e vocazione degli aeroporti in quanto il Piano Nazionale degli Aeroporti, sempre molto citato, giace in qualche cassetto impolverato da molto tempo.

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