MOBILITAZIONE contro il licenziamento per i lavoratori HENKEL

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Sciopero a oltranza contro il licenziamento per i lavoratori della Multinazionale Tedesca.

Chiediamo con forza un efficace e risolutivo intervento delle Istituzioni al fine di scongiurare la chiusura del sito di Lomazzo: l’impatto sociale e il contagio negativo che ne deriverebbe per il territorio sarebbe violento ed incontrollabile. Lomazzo, è stato il primo stabilimento in Italia della Multinazionale, nato come Società Italiana Persil (marchio ancora usato in alcuni mercati) nel 1933, come tutte le fabbriche del '900 insiste a ridosso del Centro Città determinandone, assieme ad altre realtà, lo sviluppo. Oggi Henkel è presente nel nostro paese con tutte e tre le sue divisioni ( Adhesive Technologies, Beauty Care e Laundry & Home Care ) per un totale di circa 1000 dipendenti e 7 sedi. Fondata nel 1876, Henkel oggi conta nel mondo più di 52.000 dipendenti.

Nell'esercizio fiscale 2019 l'Azienda ha fatto registrare un fatturato di più di 20 miliardi di euro ed un utile operativo di circa 3,2 miliardi di euro ( depurato da spese e ricavi non ricorrenti nonché da costi di ristrutturazione). In data 11 febbraio 2021, dopo una convocazione per comunicazioni urgenti, la Direzione della Multinazionale Tedesca Henkel (con sede a Dusseldorf) ha comunicato la decisione di chiudere lo stabilimento di Lomazzo (CO) entro il mese di Giugno 2021, motivata sulla base dell'andamento del mercato della Detergenza e della non sostenibilità, nel lungo periodo, di 2 Stabilimenti in Italia deputati alla produzione. Gli stabilimenti italiani oggi producono sia per il mercato italiano che estero. La loro scelta, per ragioni connesse all'ubicazione, è caduta sullo Stabilimento di Ferentino (FR), sul quale convoglieranno la produzione per il mercato italiano.

Da una analisi dei report annuali, che l'Azienda fornisce nelle riunioni del Coordinamento Nazionale, risulta che il costo di trasformazione per ogni tonnellata nello stabilimento di Lomazzo nel 2019 è stato di 152,04 euro e nel 2020 di 144,37 euro, potendo, quindi, affermare che c'è pure efficienza. Vale anche la pena di rammentare che il Sito di Lomazzo ha ricevuto riconoscimenti per la continua ricerca nella sostenibilità del prodotto, nel sempre minore consumo di acqua ( bene primario) e nella diminuzione degli scarti, ottimizzando il riciclo della plastica.

La decisione della Multinazionale è sinceramente incomprensibile, sia in termini industriali che finanziari.

Quell'affermazione della Società “ della non sostenibilità nel lungo periodo” di 2 stabilimenti in Italia potrebbe essere facilmente smentita se si continuasse a produrre in Italia sia per il mercato nazionale che internazionale. Previsioni sulla fine della pandemia e sull'andamento del mercato post covid-19 pensiamo siano un azzardo, mentre la perdita di 160 posti di lavoro sono imminenti. Una Multinazionale come Henkel, impegnata in prima fila sulla sostenibilità, sulla sicurezza nel lavoro e nei prodotti e che pone l'etica della Responsabilità Sociale tra gli ideali del suo fare impresa, deve rivalutare la decisione della chiusura del sito di Lomazzo. In piena pandemia non possono essere effettuate scelte con impatto sociale enorme, per giunta non motivate. Fino al 31 marzo 2021 i licenziamenti sono bloccati e confidiamo che il Governo possa prorogare tale provvedimento, questo per tutelare le lavoratrici ed i lavoratori del nostro Paese.

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